Premessa

Da quando l’uomo ha iniziato a segnare la modificazione del paesaggio con il gesto primordiale di alzare pietre (dolmen) a testimonianza del proprio passaggio, la Puglia ha sempre svolto un ruolo fondamentale nella realizzazione di opere che hanno caratterizzato la storia dell’architettura fino ai nostri giorni.

Ne sono un valido esempio i resti delle costruzioni greche e romane diffuse sul territorio, e la forza delle opere romaniche e gotiche in pietra di Trani, dalle straordinarie cattedrali alle possenti fortificazioni militari, all’eleganza del rinascimento e dei suoi palazzi e chiese, per passare al barocco leccese caratterizzato dal virtuosismo insito della pietra tenera delle cave di Cursi e ancora fino alle sperimentazioni strutturali in pietra di Apricena del progetto di Renzo Piano per l’Aula Liturgica di Padre Pio.

Altrettanto valida la modificazione continua e spontanea delle architetture minori che pure segnano in maniera indelebile il paesaggio pugliese, dai trulli ai muri a secco della valle d’Itria, alle chiese rupestri dell’area messapica, alle masserie ed ai grandi borghi rurali dell’area garganica, fino alla sistemazione di spazi ed edifici pubblici della contemporaneità.

Tutto il territorio di Puglia è segnato dalla forza della pietra e dalla sua capacità di raccontare, attraverso le sue lavorazioni, la storia delle trasformazioni del paesaggio e delle architetture che lo caratterizzano.

L’ipotesi della partecipazione alla edizione 2007 della Mostra Internazionale dei Marmi di Verona, parte da questa premessa per realizzare un progetto in grado di presentare il carattere della Regione nel rapporto strettissimo che lega le pietre alla modificazione del paesaggio, dalle origini ai nostri giorni.