L’ARCHITETTURA CONTEMPORANEA DI PIETRA NELLE AREE ALPINE

CONVEGNO Sabato 4 ottobre – ore10. 00 - Sala Rossini, Centro Congressi Arena

A cura di Vincenzo Pavan
Interventi: Mario Botta, Sebastiano Brandolini, Raffaele Cavadini, Bruno Reichlin, Aimaro Isola e Flavio Bruna

Oscillante tra il legno e la pietra l’edilizia alpina contemporanea, nelle sue manifestazioni correnti, si è attestata per decenni nella tradizione tipologica opponendo una resistenza a oltranza al confronto critico con l’impostazione concettuale e i linguaggi della “modernità”, finendo per produrre un generico e approssimativo eclettismo neovernacolare, al limite del kitsch, o nel migliore dei casi proponendo il ricorso a ripetitive “maniere” regionalistiche. Solo in rari casi autentiche opere di architettura, nel solco del Movimento Moderno, hanno saputo affermare dei percorsi alternativi.

Alcuni segni di un mutato approccio al tema emergono nell’architettura di qualità degli ultimi anni, nella quale è possibile scorgere nuovi terreni di ricerca su cui si sono confrontati architetti operanti in diverse regioni alpine. Varie opere testimoniano lo sviluppo di ricerche che si manifestano con proprie identità e autonome teorie, accantonando definitivamente la pretesa di imporre uno “stile alpino”. Tra le scuole che più coerentemente hanno intrapreso questo percorso, quella di area svizzera, pur connotata da diverse identità, ha saputo coniugare in modo creativo natura e tecnica, modernità e tradizione, realizzando una particolare coesistenza tra materiali della tradizione come la pietra e il legno e materiali della modernità come acciaio, vetro e cemento. Tale linea di ricerca, già attiva a partire dall’inizio degli anni Novanta, ha influenzato anche le regioni vicine dando impulso alla diffusione di un linguaggio della contemporaneità in diversa sintonia con il contesto paesaggistico e architettonico delle aree di montagna.
Alla diffusione di una nuova visione dell’architettura alpina hanno inoltre decisamente contribuito mostre, pubblicazioni e premi come quello organizzato dal Comune di Sesto nel Tirolo italiano. Anche la rinnovata attenzione per l’architettura “without architects”, ha favorito una nuova consapevolezza dei valori essenziali dell’architettura tradizionale alpina evidenziandone i contenuti di razionalità, essenzialità e sostanziale rifiuto di ogni moda o concezione stilistica. Si inserisce in questo contesto il premio “Architettura Vernacolare” assegnato da Marmomacc, all’interno della decima edizione dell’International Award Architecture in Stone del 2007, all’architettura di pietra della Lessinia, uno degli esempi più straordinari di architettura popolare europea frutto della intelligenza costruttiva delle popolazioni contadine dei territori montuosi a nord di Verona.
L’intenso e minaccioso sviluppo edilizio nelle “terre alte” a cui assistiamo negli ultimi decenni, principalmente dovuto alla spinta del turismo di massa, rende ancor più attuale il confronto tra una concezione architettonica legata agli stereotipi della tradizione contadina e l’interpretazione contemporanea nei suoi molteplici indirizzi.

In questo dibattito si inserisce Marmomacc per sottolineare le potenzialità offerte dai materiali lapidei nello sviluppo di una potenzialità nuova che ha nei materiali della tradizione la propria base fondativa e che antepone la coerente ricerca del linguaggio costruttivo ai modelli formali.
Su questi temi Marmomacc organizza un convegno dal titolo “Costruire nelle Terre Alte”, nel quale saranno messe a confronto alcune importanti esperienze compiute nelle aree alpine con l’uso di pietre e marmi della tradizione locale e al quale sono invitati a intervenire illustri storici di architettura e architetti internazionalmente impegnati.