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Il lapideo trentino guarda al futuro, grazie al Distretto del Porfido e delle Pietre Trentine
Entro fine anno la Provincia finanzierà dieci progetti innovativi

Forte di una tradizione millenaria, il Distretto del Porfido e delle Pietre Trentine ha prodotto, nel 2008, oltre cinque milioni di tonnellate, con un fatturato di circa 380 milioni di euro.
Un settore economico importante per la Provincia di Trento visto che coinvolge tra estrazione, lavorazione e commercializzazione 513 aziende che danno lavoro a quasi tremila persone. Il solo comparto del porfido, lo scorso anno ha toccato 1,59 milioni di tonnellate lavorate, grazie all’impegno di 108 aziende d’estrazione e 960 addetti.
Distretto del Porfido e delle Pietre Trentine, perché se il porfido, utilizzato per pavimentazioni e rivestimenti è la pietra più significativa nel panorama estrattivo provinciale, non si possono dimenticare altri materiali lapidei di grande qualità.
Il Trentino produce marmi e calcari ornamentali – quattro i tipi principali, il Rosso detto anche Rosso Trento, il Verdello, lo Zieresol detto Rosa di Terlago e il Bianco chiamato anche Bianco Pila- e graniti ornamentali e feldspatici. Inoltre il settore lavora significativamente anche con gli inerti per aggregati, con i pietrischi, le argille per laterizi, calcari da cemento, gesso e granulati.
Le azioni concrete di sviluppo del comparto sono, dal febbraio di quest’anno, nelle mani della nuova società che Trentino Sviluppo (ai sensi della legge provinciale 7/2006 sulle attività di cava) ha costituito, la “Distretto del Porfido e delle Pietre Trentine srl “braccio operativo del Coordinamento del Distretto, guidato come presidente da Mariano Gianotti.
“Partiamo da un fatto – ragiona il presidente Gianotti - che la creazione del Distretto è antecedente alla crisi economica che ha colpito il settore lapideo, in modo analogo agli altri settori economici. Quindi non dobbiamo vedere il Distretto come la bacchetta magica che farà uscire il settore dalla difficile congiuntura economica, ma certamente le azioni che proprio in queste settimane vengono messe a punto e che la Provincia vaglierà ed approverà entro fine anno, saranno molto utili”.
Sono dieci, infatti, i progetti ai quali sta lavorando il Distretto e che l’assessorato all’Industria Artigianato e Commercio guidato da Alessandro Olivi finanzierà, dopo averli esaminati, entro la fine dell’anno.
“ La Srl, che è il braccio operativo del Distretto, sta mettendo a punto queste azioni- precisa Gianotti,- che per forza di cose in questo momento sono ancora nella fase di elaborazione progettuale. Nel dettaglio, sono la stesura di un codice etico di autodisciplina, la creazione di un Osservatorio per la raccolta dei dati del settore, la creazione di un sito internet pensato non come vetrina ma al servizio delle imprese e degli operatori. E poi ancora la valorizzazione culturale e turistica dei bacini estrattivi, l’avvio di attività di promozione dei prodotti lapidei a livello nazionale ed internazionale, la razionalizzazione del settore produttivo con l’obiettivo della condivisione di costi comuni, il riutilizzo degli scarti e la definizione delle caratteristiche qualitative dei prodotti assieme alle corrette tecnologie di posa”.
Ce ne sarebbe già abbastanza ma Gianotti conclude l’illustrazione dei progetti in cantiere sottolineandone due che gli stanno particolarmente a cuore: “ Si perché mi piacerebbe proprio che riuscissimo a convincere gli enti locali ad utilizzare la nostra pietra per abbellire strade, piazze ed opere pubbliche, in modo da connotare il territorio con materiali autoctoni, e dargli così un’anima ed un’identità percepibile da tutti.” Infine la sostenibilità sociale: “ La riorganizzazione dei processi produttivi, l’adozione necessaria di nuove tecnologie rischia di espellere dal mercato del lavoro uomini espertissimi ma ancora in grado di essere utili al settore se aiutati a ricollocarsi in modo giusto. Perché la storia della Pietra Trentina è stata fatta da questi uomini e abbiamo il dovere di aiutarli e non disperdere le loro conoscenze”.
Verona, 11 / 9 / 2009