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Semenzin (Distretto Veneto): alleanza operativa con Fiera e Banche per guardare all'estero

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Aggregazioni e Reti d'Impresa strumenti su cui puntare

Dopo il decreto “Salva Italia”, è arrivato, quello battezzato “Cresci Italia”, adesso il Parlamento si appresta ad approvare il pacchetto di liberalizzazioni messo a punto dal Governo di Mario Monti. Ma il comparto della pietra naturale e del marmo come vede questi provvedimenti e soprattutto cosa si aspetta dal Governo? Filiberto Semenzin presidente del Centro Servizi per il Marmo di Volargne (Verona) e riferimento del Distretto del Marmo e della Pietra del Veneto, uno dei principali in Italia ragiona: “Capisco che la situazione economica del Paese è delicatissima e che tutte queste manovre, per la maggior parte di tagli e tasse, sono necessarie, ma purtroppo tra le norme fino ad oggi approvate non troviamo nulla che possa in qualche modo sostenere il nostro settore. Anzi l'introduzione dell'Imu, l'imposta sugli immobili che sostituisce l'Ici, gravando sulla casa, ha l'effetto indiretto di deprimere ancor di più il mercato delle costruzioni e di conseguenza penalizzare il nostro settore.” Del resto non si vede nel quadro complessivo delle norme nessun provvedimento pensato a rilanciare il mondo delle costruzioni. “In generale non vediamo l'attenzione al sistema delle piccole e medie imprese che invece io ritengo necessario , perchè da sempre è lo zoccolo duro dell'economia del Paese e in particolare di quest'area”. Il tema del credito è uno dei problemi maggiori che secondo Semenzin rischia di far collassare il sistema: “Oggi come oggi abbiamo imprese che soffrono una forte crisi di liquidità dovuta al calo delle commesse, ai pagamenti ritardati della pubblica amministrazione e dei clienti privati, con grandi difficoltà a fare fronte ai propri impegni. C'è il pericolo di un effetto domino che rischia di lasciare un monte di macerie sul campo. Il mondo bancario deve tenere conto di questo e fare in modo di garantire l'ossigeno a questo sistema economico perché non muoia”.
Ma cosa possono fare le imprese per affrontare la situazione e puntare ai mercati internazionali, gli unici che danno segni di ripresa? “Ci sono due strade da percorrere che devono andare avanti in maniera parallela- ragiona Semenzin,- la prima subito e la seconda come prospettiva futura. La prima è ovviamente riuscire a trovare l'ossigeno per non morire e quindi è necessario mettere in campo tutti gli strumenti possibili per sostenere le imprese, la seconda è la riorganizzazione del nostro sistema e una riorganizzazione del Distretto. Oggi dobbiamo seguire con ancora più convenzione la strada delle aggregazione e della rete di imprese. Bisogna anche semplificare il nostro sistema, non è più possibile continuare con un modello di microimprese che fanno tutto. Proprio lo strumento della rete di imprese , che è uno strumento ancora poco conosciuto può offrire grandi opportunità.” I mercati di riferimento, secondo Semenzin, rimangono quelli tradizionali per il Distretto ma a questi si aggiungono anche Paesi in grande crescita. “ Noi dovremo concentrare maggiormente la nostra attenzione commerciale sull'India e sulla Cina, ma accanto a questi anche Brasile e Russia- conclude Semenzin- Purtroppo la riforma dell'Ice è ancora in alto mare, e proprio per questo le imprese si debbono organizzare in proprio e debbono stringere un accordo di collaborazione e lavoro con il sistema bancario, che in questi Paesi è già presente, e la Fiera di Verona perchè questa è la soluzione per il futuro”


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Verona, 07/03/2012

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